martedì 23 aprile 2013

Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore

Nel continuo proliferare di giornate celebrative, non ci si poteva certo dimenticare di dedicarne una ai libri. Ci ha pensato l'UNESCO, che, dal 1996, promuove il 23 aprile di ogni anno la celebrazione della Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore.

Un appassionato di lettura non avrebbe bisogno di alcuna giustificazione o spiegazione: una simile ricorrenza si spiega da sola, perché il meraviglioso mondo della lettura (qualsiasi sia la tipologia di testi che ciascuno preferisce) è una risorsa straordinaria, insieme fonte di piacere, intrattenimento e crescita. Le finalità della manifestazione, tuttavia, sono ovviamente ricordate nel comunicato dell'UNESCO, che si apre così:
«Con la celebrazione di questa giornata, l'UNESCO intende promuovere la lettura, la pubblicazione e la protezione delle proprietà intellettuali attraverso il copyright [...] incoraggiando ciascuno, in particolare i giovani, a scoprire il piacere della lettura e ad acquisire un rinnovato rispetto verso coloro i quali hanno contribuito al progresso sociale e culturale dell'umanità.»
La data del 23 aprile è stata scelta su proposta di dodici Paesi membri delle Nazioni Unite per dare ufficialità ad una tradizione catalana; in questo giorno, nel 1616, morirono tre grandi autori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega, ma, ricorda il comunicato citato, la stessa data ricorda anche la nascita di Wladimir Nabokov (1899), del premio Nobel Halldòr Laxness e di altri scrittori.

Catherine Chaloux, Alla ricerca delle parole perdute

Dalla formulazione degli intenti della manifestazione è chiaro che essa non vuole porre l'attenzione solamente sul prodotto finito e sui lettori che ne fruiscono, ma anche sull'importante lavoro intellettuale che sta alla base della scrittura: una professione non facile, per nulla immediata, che richiede una buona miscela di istinto, passione, tecnica e preparazione. Un mestiere come tanti, insomma, ma spesso tacciato come velleità divistica o attività da sfaccendati. Celebrare questa giornata significa ricordare il grande peso di un'attività culturale e la soddisfazione speciale che si manifesta quando intraprendiamo un silenzioso colloquio con un autore.

C.M.

6 commenti:

  1. Buona giornata dei libri!
    Uh, io credevo che oggi fosse il compleanno di Shakespeare, che figura barbina ò_ò'
    Sarebbe bello se questa giornata fosse più sentita e celebrata .__.

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    1. Buona giornata dei libri anche a te! :)
      Guarda, non hai sbagliato di tanto, Shakespeare è stato battezzato il 26 aprile (sulla nascita non ho trovato informazioni precise), ma, volendo essere pignoli, non è proprio il 23 la data della morte, perché nel 1616 in Inghilterra era ancora in vigore il calendario giuliano; Adottando il calendario gregoriano, Shakespeare sarebbe morto il 3 maggio, quindi non c'è corrispondenza con gli altri due autori, morti il 16 aprile secondo il calendario gregoriano: alla fine si tratta solo di una data evocativa, quindi non facciamoci problemi! ;)
      Sarebbe bello che la giornata fosse più sentita (in Catalogna pare che lo sia), ma, prima ancora, sarebbe bello che in Italia fosse sentito il valore della lettura... fortunatamente ci sono tante belle occasioni per gli appassionati per rimanere aggiornati e scambiarsi opinioni sul fantastico mondo dei libri!

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  2. Sono sempre molto scettica a proposito delle ricorrenze, delle feste, delle celebrazioni, delle "giornate di...".
    Però è utile se riescono a far riflettere sull'importanza di alcuni valori, come la salvaguardia della cultura e la necessità di nutrire la mente con la lettura, che si spera poi vengano ricordati e coltivati per tutto l'anno!

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    1. In questo sono d'accordo con te, infatti scrivevo che per un appassionato di lettura la ricorrenza e la motivazione della stessa sono superflue, come penso che San Valentino sia una ricorrenza artefatta, perché gli innamorati non hanno bisogno di un giorno per mostrarsi come tali! Infatti io prendo le occasioni, le giornate e gli anniversari come pretesti per delle riflessioni, sperando che l'eccezionalità cui si ricorre per motivarle smuova qualcosa e che la data che ad esse si lega sia l'ultima cosa che rimanga in mente. Qualche giorno fa ho iniziato un corso in comunicazione e mi sono imbattuta subito in un discorso legato alle Giornate mondiali di questo o di quello, motivate dal fatto che le persone risultano molto più attente e ricettive a certi argomenti (sociali o di marketing) proprio perché presentati come eventi, quindi mi auguro, per quanto si tratti di occasioni per noi superflue, che servano a stimolare coloro che altrimenti non se ne curerebbero! :)

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  3. grazie per questo post. curioso che l'UNESCO abbia associato "lettura" a "protezione del copyright". Fa pensare che chi ha pensato a questa cosa non ha letto nemmeno Proust, o almeno non ha sentito quel suo personaggio meraviglioso, il barone di Charlus, quando dice al narratore che certi sentimenti sono talmente ovvi che non andrebbero espressi(il narratore giurava di amare sua nonna, ma si può fare mutatis mutandis, e interpretarlo anche come amore dei soldi). Che c'entra l'UNISCO ops UNESCO con la protezione del copyright? quello è un fatto legale che ha le sue appropriate sedi di discussione. Non mi piace molto questo mischiare il piacere della lettura con l'interesse privato di chi si adopera per questo mio piacere. Non glil'ho mica chiesto io di scrivere un libro all'autore.

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    1. L'iniziativa mira a valorizzare il prodotto letterario, per questo, oltre al libro in sè, vengono ricordati l'autore e, come da comunicato dello scorso anno, il traduttore. Sicuramente gli ambiti di competenza sono distinti, ma il tutto concorre alla realizzazione di un insieme, d'altronde il diritto d'autore è sì un dato economico-legale, ma anche un fattore culturale: legare un libro ad un personaggio significa metterlo in rapporto con un certo ambiente, con una determinata cultura, con un preciso modo di sentire. Il concetto è a mio avviso valido (ma ciascuno può pensarla a proprio modo), forse, più semplicemente, è infelice la scelta del termine copyright...

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