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lunedì 13 maggio 2013

Un bel film in tv: The blind side (John Lee Hancock, 2009)

Stamattina, facendo colazione, ho sfogliato la guida tv, certa che, come sempre, avrei girato le pagine con delusione e chiuso la rivista con l'esclamazione: «Anche questa settimana niente di buono in tv». Non amo le serie a puntate (con rarissime eccezioni), e mi metto davanti allo schermo solo per vedere i film, ma quelli che attirano il mio interesse (per esempio i classici che vorrei vedere da tempo) finiscono sempre in fasce orarie molto scomode (la mattina presto, il primo pomeriggio o la notte).

Invece, con mia grande sorpresa, ho letto che per stasera è in programma il film The blind side, storia commovente tratta da una vicenda reale, che ha valso a Sandra Bullock l'Oscar come migliore attrice nel 2010 e che, pur avendo ricevuto una nomination come miglior film, nei cinema italiani è passato inosservato e la distribuzione è avvenuta dapprima attraverso i canali a pagamento solo dopo la vittoria della Bullock.
Questa, in breve, la trama: il diciassettenne Michael Oher ha una storia familiare drammatica (è orfano di padre e la madre è tossicodipendente), ma, grazie all'intervento di un coach di football, viene ammesso in una prestigiosa scuola, dove, pur non riuscendo ad integrarsi fra i compagni, fa amicizia con Sean Tuohy. Il bambino appartiene alla perfetta famiglia americana, che vive in una villa fantastica e si mette in posa per lunghe sedute fotografiche per realizzare le cartoline degli auguri di Natale. Grazie a Sean, la madre, Leigh Anne, si prende a cuore Michael, accogliendolo in casa e incoraggiandolo a migliorare i voti scolastici e a praticare il football. Michael Oher è oggi un giocatore di primo piano nella National Football League.
Ho visto questo film durante la sua prima messa in onda, nel giugno del 2011, e ne sono rimasta profondamente colpita. Esso racconta una storia vera senza retoriche e alternando momenti di grande sconforto ad altri, luminosissimi, in cui sembra che, davvero, anche quando tutto è buio, uno spiraglio di gioia si possa aprire. Ciò che conforta della vicenda di Michael Oher e Leigh Anne Tuohy è che, dietro alla pellicola (e al libro di Michael Lewis che l'ha preceduta), ci siano due personaggi in carne ed ossa, luoghi reali, avvenimenti che, pur - possiamo immaginare - arricchiti e illuminati dalle luci di Hollywood, attingono al vissuto.


The blind side è un film che fa sorridere e commuovere, che fa passare da momenti di rabbia a slanci di grande positività. Tra le scene più belle, c'è senz'altro quella in cui, durante la prima partita scolastica di Michael, Leigh Anne scende in campo e motiva il ragazzo a giocare con entusiasmo e tenacia descrivendogli il suo rapporto con la squadra come quello della famiglia: sfruttando il naturale senso di protezione che Michael dimostra nei confronti dei Tuohy, la donna lo incoraggia a comportarsi come se i compagni di squadra fossero lei stessa, il marito e i figli Sean e Jae.

 

La forza e il sentimento di questo film sono davvero positivi, per questo, se avete voglia di passare una serata guardando un film di qualità e scoprire al contempo una delle piccole, grandi storie che spesso non hanno la risonanza che meritano, beh, guardate The blind side, senza perdere (sempre che vengano trasmessi) i titoli di coda con le foto dei protagonisti della vicenda reale.

Michael Oher e Leigh Anne Tuohy


C.M.

4 commenti:

  1. Questo film è stupendo!!! L'ho visto diverse volte e mi commuovo sempre notando la spontaneità e la semplicità con cui i Tuohy accolgono in casa Michael; tutti reagiscono con naturalezza a questo cambiamento, come se fosse assolutamente normale, come se Michael fosse sempre stato parte della famiglia.
    Favoloso!!! Finalmente stasera si guarda un bel film.

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    Risposte
    1. Ti confesso che, non conoscendo precedentemente la storia, mi aspettavo da un momento all'altro lo scoppio di una crisi familiare o una delle solite sparatorie nei quartieri malfamati che imprimono ai film un risvolto tragico... invece qui trionfano l'affetto e la sincerità, e sono felice di sapere che sia una storia vera!
      Wacci, è ora: vado davanti al televisore! :) Buona visione!!

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  2. Non lo conoscevo, grazie del consiglio!
    Alberto

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    Risposte
    1. Figurati, spero che piaccia anche a te!

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