giovedì 15 maggio 2014

Mondo fluttuante (Ukiyo-e)

Vi sarà capitato in diverse occasioni di imbattervi in quelle suggestive rappresentazioni giapponesi dai colori tenui dedicati in prevalenza a temi paesaggistici o a piccoli quadretti vegetali e animali. Le più famose fra queste si riconducono al periodo Edo, l'arco cronologico che va dal 1603 e il 1868 e che corrisponde al periodo dello shogunato Tokugawa, che ebbe la sua capitale proprio nella città di Edo, ribattezzata Tokyo con la restaurazione imperiale Meiji.

Katsushika Hokusai - Ibisco e passerotto
Tali raffigurazioni sono xilografie eseguite attraverso blocchi legno e prendono il nome di Ukiyo-e, la cui traduzione corrisponde a 'Mondo fluttuante', che mi sembra rendere bene le atmosfere rarefatte ed eteree, ma questo stesso termine risulta omofono rispetto al 'Mondo della sofferenza' presente nella filosofia buddhista.
La produzione serigrafica era destinata ad un pubblico molto vasto grazie soprattutto ai costi non elevati e rappresenta soggetti tratti dalla quotidianità che possono essere ritratti di donne, samurai o attori Kabuki (questi ultimi prediletti dalla scuola di Kamigata, nelle città di Osaka e Kyoto), scene domestiche o erotiche (denominate shunga) o, come già accennato, paesaggi naturali, villaggi o idilli dal mondo animale e vegetale. Queste ultime sono, a mio avviso, le più incantevoli per il loro preziosismo e per la cura nella resa dei dettagli. Fra gli artisti più noti di questo periodo spiccano Katsushika Hokusai (1760-1849), autore della celeberrima incisione La grande onda e della serie delle trentasei vedute del Monte Fuji e Utagawa Hiroshige (1797-1858), particolarmente legato ai temi naturalistici.

Katsushika Hokusai - La grande onda
La diffusione delle stame Ukiyo-e si deve al processo di urbanizzazione che, dalla fine del XVI secolo, permise la formazione di un ceto commerciale e artigiano che, un po'come sarebbe accaduto dal Settecento in Europa con la borghesia cittadina, divenne il principale fruitore delle opere narrative. Nati, infatti, come illustrazioni per i romanzi, i quadretti del Mondo fluttuante divennero presto autonomi e si diffusero soprattutto attraverso i manifesti teatrali e le cartoline. Furono dapprima stampe in nero (il bianco/ocra era quello della carta) e solo successivamente fu introdotto il colore, vegetale in origine, di produzione chimica con l'avvento dei commerci con la Germania nel XIX secolo.
Per un certo periodo di tempo, soprattutto in corrispondenza dell'occidentalizzazione avviatasi con il processo di ammodernamento del Giappone nella seconda metà dell'Ottocento e dell'introduzione della fotografia, l'Ukiyo-e conobbe un periodo di crisi, da cui, però, la salvò la moda esotica e la diffusione commerciale dell'artigianato giapponese.

Utagawa Hiroshige - Villaggio nella neve
Nonostante la delimitazione temporale, l'arte Edo continuò ad avere una certa risonanza fino all'inizio del Novecento, al punto da influenzare Claude Monet e gli Impressionisti, ma anche Van Gogh e gli artisti Liberty, ma non va dimenticata la produzione odierna che, oltre ad alimentare un fervente mercato di souvenir e il nostro immaginario orientaleggiante, rimane un segno di quella vitale tradizione grafica che, in particolare grazie a manga e anime è simbolo della creatività Giapponese in tutto il mondo e anche fra le generazioni più giovani.
«Dall'età di sei anni ho la mania di copiare la forma delle cose, e sono cinquant'anni che pubblico disegni; tra quel che ho raffigurato non c'è nulla degno di considerazione. A settantatré anni ho a malapena intuito l'essenza della struttura di animali ed uccelli, insetti e pesci, della vita di erbe e piante e perciò a ottantasei progredirò oltre; a novanta ne avrò approfondito ancor più il senso recondito e a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso. Quando ne avrò centodieci, anche solo un punto o una linea saranno dotati di vita propria» (Katsushika Hokusai)
Utagawa Hiroshige - Civetta su un acero sotto la luna piena

C.M.

14 commenti:

  1. Che meraviglia. L'onda di Hokusai, come tanti altri oggetti di provenienza giapponese, campeggia su una parete della mia camera da letto. Lo so, sono una vittima del marketing frega-turisti, ma cosa posso farci... sono così belle...

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    1. Hai ragione, anch'io avrei fatto la stessa scelta al tuo posto, chi se ne importa dell'inflazione dell'immagine: sono davvero suggestive e incantevoli! :)

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    2. Ho la tela de La Grande Onda appesa proprio in entrata a casa mia, e l'ho presa là, al Tempio Sensoji ad Asakusa! Spettacolo!

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    3. Spettacolo doppio, visto il luogo da cui proviene! :)

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  2. Una delle mie forme espressive preferite, sarà che sono un nippofilo. Ho diversi libri sull'argomento.

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    1. Sicuramente sono manifestazioni artistiche che meritano approfondimento, hanno una forza evocativa non comune!

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  3. Sempre piacevoli e interessanti questi tuoi articoli sull'arte figurativa e pittorica. Quello che dice con tanta saggezza Katsushika Hokusai, andrebbe applicato nella vita di tutti i giorni... nel senso che non si finisce mai di imparare qualcosa, di progredire, di migliorarsi, e una vita intera, fosse anche di cent'anni o più, non basterebbe comunque... Una consapevolezza "orientale" che forse renderebbe anche il resto del mondo più umile e migliore.

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    1. Sicuramente dal sistema morale e filosofico giapponese avremmo molto da imparare, questo è uno dei molti esempi...

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  4. Per un attimo il titolo mi ha “depistato”: pensavo avessi dedicato un post alle geishe…
    Mi pare di aver letto che “mondo fluttuante” e “mondo dei salici e dei fiori” – non ricordo bene, ho prestato il libro a Loredana e non posso controllare – siano due modi per descrivere l’affascinante, nonché contraddittorio, stile di vita di queste particolarissime artiste.
    Guardo quell’ibisco e penso che in fondo anche la geisha è addestrata ad essere una specie di “opera d’arte vivente”: fa davvero parte di quel mondo fluttuante.

    Quella civetta è deliziosa!

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    1. Non sapevo di questa associazione, grazie di avermi fatto conoscere questo interessante particolare! :)

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  5. Davvero meravigliose! L'ultima, in particolare, mi piace moltissimo: le civette sono sempre ottimi soggetti :)

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    1. Ti confesso che la scelta di dedicare un post a questo genere di arte è venuta proprio dalla fascinazione di quella precisa stampa! :)

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  6. Che meraviglia! Prima di leggere questo post non sapevo nulla di arte orientale, grazie.

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    1. Grazie a te di esserti fermata ad ammirare con noi questi incantevoli quadretti!

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