mercoledì 29 ottobre 2014

Miele (McEwan)

Letteratura e vita - lo sanno bene i lettori - hanno infinite possibilità di incontro, influenza e commistione: le parole di un autore, la storia che egli ci racconta, i suoi personaggi possono davvero cambiare il nostro modo di vedere il mondo, la prospettiva attraverso la quale cerchiamo di comprendere la nostra esistenza.
 
Su questo rapporto sottile, sulla relazione che lega uno scrittore al suo lettore gioca Ian McEwan con Miele, romanzo in cui propone un'intrigante miscela di spionaggio, sentimento e letteratura, facendo di Serena Frome, una ragazza amante dei libri ma suo malgrado laureata in matematica, l'ideale intermediario di un'azione dei servizi segreti del MI5.
A Serena, arrivata nell'ufficio del'intelligence sulla scia di due relazioni finite male, viene affidato un importante ruolo nell'operazione Miele, finalizzata al reclutamento occulto di scrittori da sfruttare come tramite per la divulgazione di idee antisovietiche. Fra loro c'è Tom Haley, un giovane professore che non aspetta altro che l'occasione per dedicarsi interamente alla letteratura e che seduce Serena con i suoi racconti, al punto che per lei separare lavoro e sentimenti non è più possibile. Ma Tom, per salvaguardare l'operazione Miele e, allo stesso tempo, per non rischiare che un palazzo di bugie crolli seppellendo la passione nata fra lui e Serena, deve rimanere all'oscuro del progetto dell MI5, eppure la doppia identità della giovane spia finirà per dargli una straordinaria occasione di grande letteratura.
Con la maestria narrativa che lo contraddistingue, Ian McEwan, di cui avevo già amato Espiazione, costruisce un racconto accattivante, che, malgrado qualche divagazione di troppo sulle missioni anti URSS e sulle operazioni contro il terrorismo irlandese, trattiene il lettore in una rete, lo invischia davvero nel miele che dà il titolo al libro.
 
Serena è una figura piena di insicurezza e dubbi, esperta nel coltivare le relazioni sbagliate, ma insuperabile nelle sue conoscenze letterarie, concentrate su autori contemporanei e sulla saggistica: questo la rende determinata e professionale nel suo ruolo di spia. Tom Haley è destinato al successo, ma ella sa di non poter condividere con lui le soddisfazioni personali legate al suo lavoro, di dover restare nell'ombra, di non poter partecipare alle cerimonie di premiazione, ma Tom Haley non sarebbe, senza di lei, il grande scrittore che diventa pagina dopo pagina. Attorno a loro si muovono diversi personaggi che spesso sono solo fugaci comparse, ma che sono tutti, a loro modo, essenziali per la costruzione del carattere di Serena e della sua storia: il professor Canning, la collega e aspirante scrittrice dal nome allitterante Shirley Schilling, il rancoroso agente Max Greatorex.
Definire Miele una storia d'amore sarebbe riduttivo: semmai, è una storia sul potere di costruzione dell'amore e di tutti i sentimenti che ad esso si collegano e, allo stesso tempo, sulla potenza creatrice della letteratura, che spesso sa essere più esaustiva, chiara e affascinante della vita stessa.
Ero un romanziere senza un romanzo, e adesso la sorte aveva lanciato sulla mia strada un osso succulento, la nuda intelaiatura di una storia sfruttabile.
C.M.

14 commenti:

  1. Questo devo ancora leggerlo, sembra interessante. Hai detto bene, McEwan ha la capacità di invischiare il lettore, anche quando non fa perfettamente centro :-)

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    1. Devo dire che, fra i quattro che ho letto di McEwan, si contende il primato con Espiazione: se rileggerò quest'ultimo, dovrò prendere una posizione, poi magari ci confrontiamo! :)

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  2. Interessante! Di McEwan ho amato molto anch'io Espiazione (mi è venuta voglia in questo preciso istante di rileggerlo!), e Miele sembra promettere molto bene :)

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    1. Promette bene e mantiene le promesse! :)

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  3. McEwan ci piace :)
    Mi ispira molto anche l'ultimo in uscita...

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    1. A questo proposito non sono aggiornata, lo cofesso! :)

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  4. Questo libro di McEwan mi ispira moltissimo... deve essere per questo che lo comprai, tempo fa, in offerta.

    Si parlava anche di meta-romanzo all'epoca in cui uscì. Tu come l'hai trovato?

    Questo, in ogni caso, è decisamente un post 'reminder': devo ricordarmi di recuperarlo e leggerlo al più presto.

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    1. La definizione di "metaromanzo" ci sta tutta, solo che non posso dilungarmi su questo aspetto senza rischiare di guastare il piacere della lettura. Se ancora devi affrontare questo bel romanzo, è meglio che rimandiamo questa riflessione ad un prossimo futuro, così potremo confrontarci senza il rischio di anticipare particolari. :)

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  5. Lasciamo perdere quel meta-... ho la testa tra le nuvole.

    Spero di avere modo di leggere il romanzo di McEwan durante le vacanze di Natale.

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    1. Il "meta" va benissimo, è una definizione calzante: non lasciamolo perdere... :)

      Che bello attendere le vacanze di Natale per gustarsi i libri: forse anch'io, con l'arrivo di quei benedetti giorni, potrò recuperare tanti titoli desiderati! :)

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  6. Intendevo meta con trattino...

    Sì. le vacanze. Non vedo l'ora che arrivino e spero di riuscire a gustarmi ogni giorno appieno. Probabilmente, nella mia testa, farò anche un programma di letture, per poi cambiarlo in corso d'opera.

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    1. Anche questo è il bello della lettura!

      ps. "meta" con trattino mi risulta anche su alcuni manuali, quindi suppongo che, a seconda che si voglia o meno evidenziare il composto, venga separato o unito. In ogni caso, nessun problema!

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