venerdì 7 novembre 2014

Il soldato fanfarone (Plauto)

Il Miles Gloriosus è forse la commedia più nota di Plauto (255-184 a.C.), oltre che la più significativa nell'illuminarne le caratteristiche della drammaturgia dell'autore. Modellata su un testo greco dal titolo Alazón, essa è ambientata ad Efeso ed è, pertanto, una palliata, termine che, nella terminologia tecnica del teatro antico, definisce una commedia di argomento e ambientazione greca. 
 
Essa rappresenta la vicenda di cui è vittima Pleusicle, un giovane ateniese cui Pirgopolinice, un soldato che millanta grandi imprese guerresche (il suo nome significa Conquistatore di rocche e città) e stuoli di donne che si struggono per lui, ha sottratto l'amata Filocomasio; nel frattempo, senza saperlo, ha acquistato anche un servo di Pleusicle, l'abile e astuto Palestrione, rapito e rivenduto da mercanti di schiavi. È proprio Palestrione, una volta giunto ad Efeso, a scoprire che l'amante del suo vecchio padrone è prigioniera in casa di Pirgopolinice e a scrivere a Pleusicle perché lo raggiunga e possa così trovare Filocomasio. Al suo arrivo, Pleusicle viene ospitato da Periplectomeno, il vicino di casa di Pirgopolinice e Palestrione escogita un artificio per far incontrare segretamente i due amanti: fa praticare un'apertura nella parete fra la stanza di Filocomasio (cui solo lei ha accesso) e la casa di Periplectomeno. Ma Palestrione non si accontenta di questo stratagemma e fa di tutto per tenere nascosti gli incontri e far tronfare i due innamorati, prima facendo credere a Sceledro, l'altro servo del soldato, che la donna che per caso ha visto baciare Pleusicle non è Filocomasio, ma la sua gemella e poi esogitando un piano per liberare la ragazza e permetterle di fuggire assieme all'amato: gli basta far cadere Pirgopolinice nella rete d'amore della cortigiana Acroteleuzio, in modo da spingerlo a sbarazzarsi di Filocomasio, a costo di cederle tutti i vestiti e i gioielli regalati alla donna e di lasciar partire con lei anche Palestrione.
La trama si serve di tutti i motivi tipici del teatro plautino: c'è lo scambio di persona fra gemelli (qui solo simulato), c'è il vecchio che, per salvaguardare i propri beni disdegna il matrimonio (Periplectomeno), c'è l'imprevedibilità della fortuna, che quasi causa lo smascheramento dei due amanti (quando Sceledro, inseguendo una scimmia sul tetto scorge Filocomasio e Pleusicle), c'è il soldato vantone, attorniato da donne affascinate dal suo eroismo, c'è il ruffiano che, pur di riempirsi la pancia, loda il millantatore fino alla nausea, c'è la beffa a sfondo erotico. Ma, soprattutto, c'è il servus callidus (servo astuto), il grande manipolatore che deve fare in modo che ciò che è stato visto non sia stato visto e che raggira uno per uno gli antagonisti del suo padrone per permettergli di godere infine della meritata felicità.  

Uno Zanni rivisitato
dalla commedia calabrese
Nelle commedie di Plauto, sempre di ispirazione greca e basate su tipi umani, ma modellate con il brio e l'originalità di un maestro ai fini di evitare la semplice replica e la ridondanza, quella del servus callidus è una figura che funge quasi da alter ego dell'autore, permettendo lo svelamento dei meccanismi della finzione teatrale e aprendo così a straordinari momenti di metateatro. Con la sua scaltrezza, la sua abilità nei giochi di parole e nel raggiro, è l'ideale precursore della Commedia degli Zanni, la commedia dell'arte di ambientazione veneziana in cui è centrale la figura del servo, spesso astuto, altre volte sciocco, talvolta manipolatore dell'azione, talaltra costretto a rocambolesche acrobazie per sopravvivere agli eventi.
Con il servus callidus di Plauto, dunque, siamo agli albori delle figure dei futuri Brighella e Arlecchino e, più in generale, il teatro plautino, di cui il Miles gloriosus offre uno spaccato significativo, unito ad alcuni influssi boccacceschi, sarà il principale ispiratore della commedia cinquecentesca (di cui è perla La mandragola di Machiavelli) che darà nuovo stimolo al teatro laico fino a decretare il successo internazionale della drammaturgia comica italiana fra il XVI e il XVIII secolo.

C.M.

2 commenti:

  1. Adoro Plauto,una volta,a teatro ho visto la rappresentazione de " Aulularia ",divertentissima,come le sue altre opere. In questo momento,Cristina,sto leggendo i tuoi post che non ho potuto leggere,vista la dipartita ( per fortuna momentanea ) del mio pc.
    A presto!

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    Risposte
    1. Io non ho mai avuto l'occasione di vedere una sua commedia dal vivo, ma deve essere un'esperienza davvero bella e divertente: il teatro nei libri non rende quanto la messa in scena, ma se già alla lettura colpisce, la rappresentazione non può che essere fantastica!

      ps. Anch'io ho parecchie letture dai blog in arretrato, causa studio! :P

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