giovedì 9 luglio 2015

Quasi amici (Olivier Nakache e Éric Toledano, 2011)

Non accade molto spesso che una commedia riesca a coniugare divertimento e profonda riflessione. Nel film di Olivier Nakache e Éric Toledano Quasi amici - Intouchables (2011), tuttavia, questo connubio si realizza in modo armonico, sottile, incisivo. Il fatto che questa pellicola sia ispirata alla vera storia Philippe Pozzo di Borgo e del suo assistente Yasmin Abdel Sellou rende l'insieme ancor più piacevole e significativo.

Driss (Omar Sy) è un ragazzo difficile, che proviene da una famiglia allo sbando, con la quale ha relazioni difficili; vive di assegni di disoccupazione, finché, sostenuto un colloquio per diventare l'assistente del tetraplegico Philippe (François Cluzet) con la sola intenzione di vedersi respingere e incassare ugualmente il mantenimento, viene assunto. Si presenta come una persona insensibile, rozza e del tutto inadatta a badare ad un malato che ha bisogno di cure in tutto, tranne che nella lettura, eppure Philippe lo sceglie proprio per la sua mancanza di tatto, da troppi confusa con una pietà avvilente. Inizialmente la convivenza e il rapporto di lavoro fra i due non sono facili, ma proprio dallo scontro delle personalità antitetiche di Philippe e Driss (a partire dalla diversità dei loro registri espressivi) scaturiscono battute, gag, scene paradossali e, allo stesso tempo, importanti momenti di riflessione sul valore dell'amicizia e della vera solidarietà. Non è solo Driss a migliorare la vita di Philippe, facendogli quasi dimenticare la sua disabilità e incoraggiandolo all'amore, ma Philippe trasforma Driss, insegnandogli ad amare l'arte e la musica: nel corso del film i caratteri dei due protagonisti si smussano, si adattano, trovano un punto di incontro mediano fra l'austerità e la tristezza dell'uno e l'esaltazione illimitata dell'altro.
L'insieme gradevole e divertente del film trova ulteriore profondità nelle bellissime musiche di Ludovico Einaudi, in particolare nei due temi ricorrenti Una mattina e Volo, quest'ultimo scelto come apertura del film, ad accompagnare la folle corsa dell'auto di Philippe guidata da Driss, in una scena che si dissolve in un primo momento comico e poi nella rievocazione in forma di analessi della storia dei due protagonisti dal momento del loro incontro.


Se qualcuno ancora non avesse visto questo film, mi sento di consigliarlo, indipendentemente dalle preferenze di genere: c'è una sostenutezza nel racconto e nel messaggio di questo film che fa superare qualsiasi visione semplicistica della "commedia" e, allo stesso tempo, il peso della riflessione, mai retorica e, anzi, talvolta provocatoria com'è Driss, è mitigato dall'ironia.
Ecco perché quando, il primo giorno della mia ultima supplenza di quest'anno, gli studenti mi hanno proposto di vederlo, non ho pensato nemmeno per un minuto che quelle due ore necessarie per gustare Quasi amici fossero una perdita di tempo e, anzi, mi sono parse un'importante occasione educativa.

C.M.

4 commenti:

  1. Ciao Cristina, piace molto anche a me questo film, e concordo con te che non sono state due ore sprecate con i tuoi ragazzi.
    Serena estate ^__^

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    1. Grazie, Anna Maria! Buonissima estate anche a te! :)

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  2. Mi fa piacere che i tuoi ragazzi abbiano proposto questo film, significa che partecipano attivamente alle tue lezione e che ti vogliono bene. Ottimo lavoro, prof!
    Ho già visto questo film e mi è piaciuto molto. Hai fatto bene a recensirlo.

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    1. Beh, era il primo giorno di supplenza, comunque credo che una qualche sintonia ci sia stata... quando leggevamo I promessi sposi un po'meno! ;)

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