venerdì 4 settembre 2015

Tenera è la notte (Fitzgerald)

Questa recensione, sia ben chiaro, è anche un sotterfugio per parlarvi delle mie vacanze nel sud della Francia. Non per essere pedante, né per far rodere nessuno, ma per prolungarne il ricordo. In fondo, la mia copia di Tender is the night viene proprio dal luogo in cui la vicenda è ambientata, la meravigliosa perla della Costa Azzurra Antibes, precisamente dalla pittoresca libreria inglese. Un doppio souvenir, insomma.

Un'amica me ne aveva suggerito la lettura già prima della partenza, ma il viaggio è stato programmato in un paio di settimane e il tempo di portarmi avanti proprio non c'era; in più c'era la recensione di Michela su Appuntario che mi stuzzicava da un po'. C'è bisogno di dire che, quando me lo sono visto davanti, l'enormità della missione di leggermi un classico in inglese ha avuto la peggio sulla mia smania di lettrice?
Ebbene, ho tentato l'approccio diretto, anche se non è stato per niente facile e la zavorra del vocabolario mi impediva di portarmi ditero questo libro come sono solita fare.
Tenera è la notte è un romanzo dalle atmosfere nostalgiche che, come Il grande Gatsby, trasuda malinconia dai mascheramenti allegri e lussuosi di cui le vicende sono rivestite; è ambientato fra il 1924 e il 1929, al crepuscolo della sfrenatezza dei Ruggenti anni Venti, e reca tutta la mestizia di un'epoca che si consuma nella sua stessa gloria. Protagonisti della narrazione sono Nick Diver, uno psichiatra di successo, e sua moglie Nicole, conosciuta proprio per il suo passato di paziente nella clinica in Svizzera; la coppia trascorre l'estate a Cap d'Antibes, in un lussuoso albergo, circondati da amici e conoscenti, fra cui i coniugi McKisco, il musicista Abe North e il mercenario Tommy Barban. L'arrivo della giovane stella del cinema Rosemary Hoyt è il pretesto per proporre una visione meravigliata della vita dei Diver, scandita da passeggiate sulla spiaggia, nuotate, feste notturne e colazioni in albergo, ma anche, come si scoprirà presto, tormentata dalle sempre più frequenti crisi schizofreniche di Nicole. Rosemary nutre un'infinita ammirazione per Dick e Nicole, di fronte ai quali tutti gli altri villeggianti appaiono gretti e insignificanti, ed ella si innamora immediatamente dell'affascinante medico, che, oppresso dall'infelicità del suo matrimonio con una donna che sempre più spesso appare l'opposto di colei che ha sposato, non tarda a corrispondere i suoi sentimenti. Alcuni episodi violenti che hanno per protagonisti o testimoni Dick, Nicole e Rosemary gettano ben presto sullo splendore delle loro vite un'ulteriore ombra, che si accresce alla partenza di Rosemary, ma anche nel confronto con la vita dei Diver nei loro primi mesi di frequentazione (descritta nella parte centrale del romanzo) e la sua deriva attuale. Nella vicenda di Dick e Nicole si insinua un progressivo inaridimento, che porta entrambi a gesti estremi e rischiosi, mentre crescono pettegolezzi, pregiudizi e conflitti interni al loro mondo scintillante, incrinato da crepe irreparabili.

L'Hotel du Cap - Eden Rock a Cap d'Antibes

Sebbene si tratti di un romanzo abbastanza breve, Tenera è la notte è caratterizzato da un intreccio molto articolato, che lascia un notevole spazio anche alle figure minori, come lo scrittore McKisco, Baby Warren, la ricca sorella di Nicole e ai quadri cinematografici in cui troneggia Rosemary, di cui seguiamo la rapida ascesa da bambina prodigio a seducente diva di Hollywood, proprio mentre Dick si accascia nel fallimento della propria vita personale e professionale. La ricchezza della storia e dei suoi particolari ha reso la lettura in lingua ancor più difficile, soprattutto se consideriamo che alcune parti hanno per protagonista la follia di Nicole o di altri pazienti della clinica di Dick o episodi generati dallo squilibrio anche al di fuori del centro di cura... frasi sconnesse e situazioni paradossali non aiutano. Tuttavia ho trovato Tenera è la notte molto più coinvolgente, ricco e affascinante rispetto a Il grande Gatsby, che, a mio avviso, pecca di essenzialità.
Questa carica narrativa è forse data dal forte autobiografismo che informa la scrittura di Fitzgerald: lo scrittore e la moglie Zelda vissero per lungo tempo in Francia, villeggiando in estate ad Antibes, e proprio qui si trovavano nel 1925, presso l'Hotel du Cap (o Eden Rock, che esiste ancora oggi) assieme a personaggi del calibro di Pablo Picasso e Rodolfo Valentino. La figura di Rosemary è ispirata all'attrice Lois Moran, mentre in Nicole sono ben visibili allusioni a Zelda, donna instabile e malinconica, e pare che anche i personaggi minori siano nati da incontri reali. Di certo una scrittura così personale non poteva che impegnare l'autore per diversi anni, giungendo solo nel 1934 alla versione definitiva di questo romanzo, considerato il suo capolavoro.

Francis Scott Fitzgerald e la moglie Zelda

Tenera è la notte è, dunque, la storia di un mondo in dissoluzione: quello dell'Età del Jazz, ma anche dell'autore e dei suoi personaggi, attorno ai quali calano a poco a poco le luci, mentre le ombre si allungano e rivelano gli aspetti più tristi e inquietanti. Lo stile di Fitzgerald, per quanto debba essere cauta nel giudicarlo, non essendo esperta di lettura in lingua inglese (ma, se non altro, non sono stata condizionata dalla traduzione) è perfetto per descrivere questa situazione, poiché sa toccare e armonizzare toni delicati e sentimentali e note più dure e realistiche; a qualche sequenza apparentemente superflua si alternano capitoli di ritmo sostenuto, la trama non ristagna mai e sembra poter continuare in eterno.
«Pensa a quanto mi ami.» sussurrò. «Non ti chiedo di amarmi sempre in questo modo, ma ti chiedo ti ricordartene. Da qualche parte, dentro di me, ci sarà sempre la persona che sono questa notte.»
C.M.

10 commenti:

  1. Ho inserito questo libro nella mia wish list giusto qualche settimana fa! Quello che mi attrae di più è proprio l'idea che esso sia considerato uno dei libri più autobiografici di Fitzgerald. La storia della sua vita e quella del matrimonio con Zelda infatti mi incuriosisce moltissimo. Complimento per l'arduo proposito della lettura in lingua originale :D Tempo fa ho provato a leggere in originale Il Grande Gatsby ma ho miseramente fallito!

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    1. La storia dei Fitzgerald è indubbiamente interessante, anche per il legame che essa ha con le pere dell'autore: questa tua curiosità ti renderà di certo ancor più gradita la lettura!
      Quanto alla lettura in originale, ammetto che qualche passaggio mi è risultato oscuro, ma nel complesso è stata un'esperienza molto positiva, oltre che utile per allenare la lingua!

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  2. Zelda ha influenzato moltissimo la scrittura del marito, pochi sanno che anche lei era una scrittrice particolarmente feconda quando aveva le crisi

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    1. Vero, è una delle tande donne adombrate dalla personalità gigantesca dell'uomo che hanno avuto accanto...

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  3. Di questo romanzo ho un ricordo lontano, credo di averlo letto subito dopo il liceo. Ebbi la sensazione di una rarefazione, malinconica e trainante. Non posso annoverarlo fra i miei prediletti, ma credo che Fitzgerald raggiunge pienamente l'obiettivo di narrare questo mondo che lentamente scompare.
    Sono incuriosita da Il grande Gatsby, forse perché è fra le letture preferite da Murakami. Ebbe più risonanza, tuttora ancora trasposto su pellicola cinematografica.

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    1. Esatto, ne ho avuto la stessa impressione. Rispetto a Gatsby mi è piaciuto di più per via dell'intreccio, molto ben strutturato, ricco di personaggi e proiettato su una pluralità di versanti, con la possibilità di allinearsi alla vita e all'evoluzione di ciascuna figura: è come se, con Tenera è la notte, Fitzgerald avesse reso più complessa la sua narrativa, lasciandoci incontrare direttamente i personaggi anzichè farli apparire - questa è stata la mia percezione per coloro che attorniano il milionario Gatsby - come oggetti di giudizio o specchi per riflettere la visione che gli altri hanno del protagonista. Qui c'è una sorta di "coralità", ecco perché assistiamo al comporsi del ritratto di un'epoca.

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  4. Secondo me,Tenera è la notte è il romanzo che meglio caratterizza Fitzgerald. Più de "Il grande Gatsby" e "Belli e Dannati". Non a caso lo ha rimaneggiato, più e più volte.

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    1. Dei tre mi manca Belli e dannati, ma già nel confronto fra gli altri due trovo anch'io che Tenera è la notte si elevi ben più in alto...

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  5. Ho letto il libro alla fine. Concordo con te: l'ho nettamente preferito a Il Grande Gatsby. Entrambi in fondo sono parabole di un'epoca e di una generazione, ma sono convinta che qui sia l'elemento autobiografico a fare la grande differenza. La parte che più in assoluto ho divorato è stata la seconda sezione del romanzo, quando si racconta il passato di Dick e Nicole. Quanta feconda e poetica malinconia traspare.

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    1. Esatto, si avverte un maggiore trasporto e, direi, quasi più spontaneità, senza l'urgenza di inventare qualcosa di originale o un colpo di scena. È più autentico, ecco!

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