mercoledì 25 maggio 2016

Gli Egizi a Torino

La mia prima visita alla città di Torino e al suo celeberrimo museo egizio risale ad oltre dieci anni fa. La passione per la storia, l'archeologia e questa antica civiltà in particolare è ancor più datata: bisogna tornare all'anno scolastico 1995-1996, quando iniziai a studiare le tradizioni delle popolazioni del Nilo e gli affascinanti rituali legati alla loro terra. Inutile dire che, in mancanza di un sopralluogo locale, l'entrata nel museo torinese fu l'esperienza più esaltante che potevo unire alla mia curiosità.
 
Maschera funebre di Merit
La magia si è ripetua qualche giorno fa, mentre ero a Torino per il Salone internazionale del libro. Il ritorno al museo, alla scoperta del suo percorso rinnovato sotto la guida di Christian Greco, è stato un modo per ritrovare un pezzo di cuore. E dunque, partendo alla volta della città sabauda, avevo già con me la prevendita dei biglietti e immaginavo una rilassante camminata fra le sale per il lunedì dopo la fiera. In realtà di rilassante c'è stato poco, perché è stato come affrontare una bellissima escursione. Mi sono persa per ore fra quei corridoi, ad ammirare ogni reperto con la mente un volta un po'ai numerosi documentari di Piero e Alberto Angela che ho divorato negli anni, un po'alle riviste su cui ho approfondito la mia conoscenza dell'antico Egitto e un po'alla guida fornita a ciascun visitatore, utilissima per soffermarsi su particolari che, altrimenti, potrebbero sfuggire. A questo proposito, voglio esprimere la mia ammirazione per il coinvolgimento personale del Dott. Greco nell'accoglienza dei visitatori, con un intervento personale nei contenuti informativi.
 
Statuette delle teche della cultura materiale
 
Il percorso museale, che inizia dal secondo piano per discendere gradualmente, procede dall'epoca predinastica a quella romana e tardo-antica, ripercorrendo le fasi salienti della storia egizia e la sua scansione in Antico, Medio e Nuovo Regno per poi dilatarsi in sale a tema, come quella dedicata ai sarcofagi o alla Galleria dei Re. Vi trovano spazio reperti di ogni genere, che documentano accuratamente la vita degli egizi: sarcofagi, corredi funerari, libri dei morti, oggetti di vita quotidiana, statue colossali di faraoni e divinità contribuiscono a costruire attorno al visitatore un piccolo Egitto. Alcuni reperti provengono da siti particolarmente generosi, come la tomba di Kha e, addirittura, al piano terra trova spazio il Tempio di Ellesjia, struttura donata in segno di ringraziamento per la partecipazione di missioni italiane di salvataggio dei beni archeologici egizi. Il patrimonio artistico, inoltre, è arricchito in questo periodo (fino al 4 settembre) dall'allestimento della mostra Il Nilo a Pompei, che si concentra sull'influenza egizia nella cultura greco-romana, restituendo anche importanti tracce del culto isiaco tanto in voga a Roma dal II sec. d.C..
Statua di Ramses II
Tre sono gli aspetti che distinguono il Museo egizio di Torino da tanti altri spazi espositivi storico-archeologici: da un lato la guida passo-passo che sostiene il visitatore, permettendogli di trasformare una qualsiasi camminata con tappe in saloni pieni di reperti in un'esperienza completa e coinvolgente, dall'altro la prevalenza, data la provenienza dei reperti perlopiù da sepolture, di testimonianze di vita quotidiana, che ci pongono non di fronte ad una società di guerrieri e dominatori (e quella egizia lo fu), ma a contatto con persone comuni e con le abitudini di tutti i giorni... per questo ho trovato particolarmente affascinanti le teche dedicate alla cultura materiale e i corredi della tomba di Kha e Merit. 
Un terzo elemento di merito è la fedeltà del museo alla propria vocazione: la struttura si presenta come un luogo attivo di ricerca, come un vero laboratorio archeologico e storico che tiene viva la tradizione inaugurata nella seconda metà del XVIII secolo con l'arrivo dei primi oggetti egizi e l'esplosione dell'egittomania e del collezionismo che a Torino, grazie a Bernardino Drovetti e il re Carlo Felice, portò alla costituzione del primo nucleo del tesoro museale. Il percorso di visita, infatti, comprende una primissima sezione, superata la biglietteria, dedicata alla ricostruzione della storia del museo e non va dimenticato che ancora oggi Christian Greco, in rappresentanza del museo, lavora negli scavi in Egitto, in particolare a Saqquara. Ciò dimostra che il Museo egizio di Torino non è solamente un luogo di spettacolo che punta a staccare i biglietti (ed è attualmente fra i musei italiani più visitati e amati), ma anche e soprattutto una fucina scientifica in cui operano professionisti che non cedono ad una visione meramente turistico-commerciale per nutrire invece una visione globale, attenta e rispettosa della complessità del fenomeno culturale.

Parte di un libro dei morti

C.M.

10 commenti:

  1. Il Museo Egizio gestito... da un Greco? :-D
    Scusa, non ho resistito! Un mio grande cruccio è stato passare per Torino (nel 2000, se non ricordo male) e non essere riuscito a visitare quel museo. Purtroppo ero lì qualche giorno per lavoro e non avevo molto tempo per il piacere personale: oltre alla Mole e al museo del cinema al suo interno, sono riuscito a vedere solo la Sindone perché mi intrigava troppo :-P

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    1. E io, al contrario, ho tralasciato, rimandandolo ad un futuro spero non lontano, il museo del cinema (oltre al museo del Risorgimento, che mi è stato consigliato da una collega blogger): dopo tutto quel tempo al museo egizio, non ce la facevo ad affrontare anche la Mole! :)

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    2. Sono passati molti anni e probabilmente è cambiato, ma non so se consigliarti il museo del cinema: tante buone intenzioni per un risultato a mio parere insufficiente. Io ero là più che altro per la mole che ero curioso di vedere: la mia avversione per le altezze e una fila chilometrica mi hanno impedito di salire in cima, però ;-)
      Avendo scritto una serie di racconti sull'estate del 1849 il museo del Risorgimento mi intriga, ma essendo di Roma faccio prima ad andare su alcuni luoghi storici: per anni ho attraversato la breccia di Porta Pia... con l'autobus! :-D

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    3. Anch'io vivo in una zona carica di reminescenze risorgimentali, non sono lontana da San Martino, Solferino e Castiglione, anche se il più bel museo a tema che ho visitato è quello del Vittoriano! :)

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  2. Ho seguito tempo fa uno speciale che Alberto Angela fece proprio al Museo Egizio, dopo la sua riapertura e ogni aspetto che hai descritto mi ha ricordato le immagini di questo speciale. Sicuramente è tra i vanti italiani visto che è secondo solo a quello del Cairo... Da appassionata però preferisco più l'era tolemaica.

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    1. Me lo ricordo bene quello speciale, ma la mia fiamma si accese con un vecchio speciale di "Quark" registrato in coda ad un carone animato... forse fu un caso, ma da quel momento la passione non si spense più!

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  3. L'anno scorso, durante la mia prima volta a Torino per il Salone, ne ho approfittato e sono andata anch'io al Museo Egizio. Non sono un'esperta e appassionata come te, ma l'esperienza è stata bellissima!!
    Ho visitato anche il Museo di Antropologia Criminale (più nelle mie corde, dato i miei studi in psicologia) e ne vale la pena. Te lo consiglio se ti incuriosisce l'argomento.

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    1. Non sapevo dell'esistenza di quest'altro museo: molto curioso!

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  4. Bel post, molto bello. Mi hai portato indietro negli anni. La visita al museo egizio ha segnato l'inizio del mio amore per la storia. Era la fine degli anni '70, io un bambino che si è trovato a osservare le famose mummie, ma sopratutto gli utensili, gli oggetti di uso comune. Mi resi conto di avere una voglia matta di capire come vivevano gli uomini di quei tempi lontani.
    Complimenti per l'articolo Cristina.

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    1. Grazie, sono contenta di sapere che ho rievocato un bel ricordo!

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