giovedì 16 giugno 2016

Elementare, cowboy (Hockensmith)

Sherlock Holmes è senza dubbio uno dei personaggi letterari che hanno maggiormente influenzato il nostro immaginario culturale. Ne mancava una versione western, alla quale ha pensato Steve Hockensmith con il suo Holmes on the Range, oggi rinfrescato alla memoria di noi lettori italiani nella versione Elementare, cowboy (CasaSirio), che ho deciso di leggere proprio in seguito all'incontro con la traduttrice, Alessandra Brunetti, e lo staff della casa editrice al Salone del Libro di Torino.
 
Siamo al Dollaro Barrato, un ranch nel Montana. I fratelli Gustav e Otto Amlingmeyer, meglio noti come Old Red e Big Red, accettano un lavoro in questa tenuta non troppo rinomata, che viene immediatamente sconquassata dalla notizia della morte dell'amministratore, travolto da una mandria impazzita. La vita al ranch sembra essere destinata a continuare, anche dopo l'arrivo dei proprietari dall'Inghilterra, sotto la guida dei brutali fratelli Uly e Ambrose McPherson, fino al ritrovamento, nella latrina del ranch, di un nuovo cadavere con un buco in fronte. Old Red, ammiratore sfegatato delle avventure di Sherlock Holmes che il fratello legge per lui quotidianamente, capisce immediatamente che qualcosa non va e che, contrariamente a quanto sostengono i ricchi inglesi e gli stessi fratelli McPherson, il morto nel gabinetto non si è suicidato. Old Red e la sua fidata spalla si mettono ad indagare (o, per meglio dire, Old Red trascina Big Red nelle sue spericolate avventure investigative) sugli ospiti di Cantlemere Ranche, sui loschi affari dei rancheros e sul mistero per cui i McPherson non permettono a nessuno di lasciare la tenuta.
Elemenatare, cowboy è dunque un giallo che mescola elementi tradizionali e gli apporti originali della particolare ambientazione. Old Red e Big Red formano una nuova accoppiata Holmes-Watson e inseguono piste, indizi e sospetti con un misto di tensione eroica e realismo comico. A narrare la vicenda è il fratello minore, Otto, che è inizialmente riottoso ad indagare ed è spesso più preoccupato delle conseguenze del ficcanasare del fratello che della necessità di identificare il colpevole dell'omicidio, sebbene la minaccia di un agguato coinvolga sempre più ogni rancheros. Gradualmente, però, anche Otto si fa contagiare dall'entusiasmo di Gustav e gode delle piccole intuizioni che riesce a raggiungere, così da diventare un narratore sempre più attento e partecipe.
Steve Hockensmith
Pur non essendo una grande lettrice di gialli e sebbene non ami le avventure western, in questo romanzo ho trovato un intrattenimento molto piacevole, grazie al tono ironico del racconto e a qualche momento davvero spassoso, specie nelle colorite immagini della vita dei cowboy americani, fra marchiature di fondoschiena di bovini e peripezie da pistoleri. Il registro narrativo è snello, agile, adatto all'avventura e al mantenimento di un ritmo sostenuto che rende facilmente seguibili le indagini anche se vi si inseriscono diversi quadri d'azione. Solo nella parte finale, al momento delle grandi rivelazioni, il racconto subisce un rallentamento con i classici interrogatori incrociati alla presenza di tutti i personaggi riuniti, ma la storia mantiene una sua sostanza e tiene avvinto il lettore dalla prima all'ultima pagina.
Elementare, cowboy è un'ottima lettura per trascorrere qualche ora estremamente gradevole, nonché la perfetta compagnia per l'estate: basta immergersi nelle pagine per figurarsi con chiarezza Old Red e Big Red e udire il rumore delle cavalcate e degli spari o il buffo idioma del cuoco del Dollaro Barrato, lo Svedese: il divertimento è assicurato.
Nel West ci sono due cose dalle quali proprio non puoi scappare: la polvere e la morte. È come se danzassero insieme nel vento e non puoi mai sapere quando una folata leggera ti soffierà in faccia l'una o l'altra.
C.M.

6 commenti:

  1. Curioso come questa figura di Holmes torni in tante forme. Ultimamente sto seguendo in tv una serie che si intitola "Elementary" nella quale gli sceneggiatori, più che inventarsi dei personaggi che si lasciano ispirare dal leggendario investigatore - come nel caso del romanzo che hai letto - sfacciatamente pongono al centro degli intrecci un protagonista che si chiama Sherlock Holmes. Lo hanno reso schizofrenico, dedito a droghe, e la sua assistente personale, che ovviamente si chiama Watson, ha il compito di convincerlo a farsi curare.
    Forzature, indubbiamente, ma di certo fascino.

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    1. Quella serie mi incuriosisce molto, ne ho visto qualche episodio, ma sempre di serie avviate: non riesco mai a beccare la prima puntata (e se mi manca l'inizio mi rifiuto di provare a seguire qualsiasi serie). In tv le forzature sono anche più forti che al cinema, o, almeno, questa è una mia impressione... personalmente adoro lo Sherlock Holmes di Robert Downey Jr!

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    2. Anch'io sono ossessivamente precisa sulle puntate di un serial. :-)
      Ho visto il film con Robert Downey (uno dei miei attori prediletti, meraviglioso in Chaplin) ma non l'ho apprezzato perché in fondo facente parte di quel filone in cui si esagera con scene di duelli e scazzottate con tanto di tripli salti mortali. Snaturano tutto. :-(

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    3. Infatti bisogna entrare in sala con la consapevolezza che si tratta di un film che punta più sull'ironia e sulle scene di azione estreme ed esagerate e non tanto sull'acume investigativo...

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  2. Il western ultimamente, almeno al cinema, pare avere una nuova rinascita, e in questo caso una variante gialla letteraria appare curiosa, specie con il protagonista appassionato lettore delle storie di Holmes nell'America di fine '800. Da mettere in lista.

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    1. Assolutamente! Trovo molto originale anche il modo in cui è stato inserito il riferimento a Sherlock Holmes, ma non voglio aniciparlo per non rovinare l'effetto!

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