martedì 12 luglio 2016

Il tramonto birmano (Sargent I.)

Come spesso accade di fronte alle letture più travolgenti, anche oggi che, come promesso, mi accingo a recensire l'ultimo libro letto prima della partenza per le vacanze, mi scontro con la difficoltà di trovare il modo giusto per renderne al meglio la bellezza. Il libro in questione, pubblicato il mese scorso da add editore, è Il tramonto birmano. La mia vita da principessa Shan, uno scorcio autobiografico di Inge Sargent nel periodo in cui fu Mahadevi dello stato di Hsipaw, parte della confederazione Shan oggi inglobata nel Myanmar.

Si tratta di una lettura in cui si fondono l'esperienza personale dell'autrice, l'austriaca Inge Eberhard Sargent, il fascino dell'etnografia vissuto attraverso gli occhi di un'europea che, dopo gli studi negli Stati Uniti, seguì il marito in Asia, incontrando uno stile di vita e tradizioni completamente nuovi, e la crudezza della storia. Inge Eberhard, infatti, sposò nel 1953 Sao Kya Seng, che, come lei, studiava a Denver, scoprendo solo al suo arrivo nello stato di Hsipaw che suo marito era il principe regnante, scelto nel delicato periodo seguito alle tensioni post-coloniali e con la confinante Cina. Attraverso le parole della principessa shan, dunque, ci addentriamo nell'intima storia dell'ultimo regnante, un personaggio illuminato che mette a frutto gli studi compiuti in Occidente per il progresso tecnico del proprio Paese assieme alla sua sposa (a sua volta impegnata nella diffusione delle strutture sanitarie ed educative) e nel dramma di una famiglia spezzata dalla dittatura militare birmana.
Il fulcro della vicenda, narrata con una tale ricchezza di informazioni e particolari che l'autrice offre però con la leggerezza di un romanzo, è la cattura di Sao Kya Seng da parte dell'esercito birmano, in seguito alla quale Inge non ebbe più notizie sicure a proposito del marito; per far luce sulle sorti di Sao, Inge si batte ancora oggi con continue richieste di spiegazioni e informazioni, ma, formalmente, il principe di Hsipaw non sembra più esistere già dal 1962, l'anno dell'arresto. Da questo momento iniziano per Inge enormi difficoltà nelle comunicazioni, negli spostamenti e nei contatti con le amasciate per lasciare la confederazione assieme alle figlie, Mayari e Kennari, e il disperato tentativo della principessa shan di ottenere almeno un colloquio con Sao si unisce alla rievocazione del loro passato felice, di pochi ma intensi anni di matrimonio e di condivisione di un progetto ambizioso spazzato via dall'imporsi del regime.

Una delle illustrazioni di Elisa Talentino

Il risultato di questa operazione di registrazione e narrazione è un libro affasciante e commovente, una narrazione dai toni delicati che non cedono a lamenti o sfoghi che la natura autobiografica dei fatti potrebbe tuttavia giustificare: la compostezza di Inge - Thusandi, come la chiama Sao con il nome shan - permea tutto il racconto. Il grande pregio de Il tramonto birmano è, infatti, nella sua autrice e protagonista, che, attraverso i propri occhi, porta i suoi lettori in un mondo sconosciuto, fra la vegetazione, gli animali, i colori e i sapori dell'estremo Oriente, ma che, mentre descrive le piacevolezze della vita quotidiana e le sue prime difficoltà nell'adattarsi al ruolo di Mahadevi, ricostruisce anche il dramma storico vissuto dalle minoranze shan nella Birmania della dittatura militare. Dal momento che per me i tumulti politici del Myanmar erano limitati a qualche vago cenno sul Premio Nobel per la Pace Aun San Suu Kyi, che contro il regime si è battuta e ne ha sofferto le conseguenze, Il tramonto birmano è stato per me anche l'occasione di colmare una lacuna storica e di immergermi nel suo flusso travolgente attraverso la voce di chi l'ha vissuta. E poi il racconto di Inge Sargent, ancor più con il ricco apparato di tavole realizzate da Elisa Talentino, insinua nel lettore il desiderio di vedere una terra che ha catturato una ragazza qualsiasi dell'Occidente che, improvvisamente, di quel piccolo mondo si è trovata principessa.

Inge Sargent nelle vesti di Mahadevi
Le candele furono finalmente al posto giusto e l'aroma intenso del tè, coltivato sulle montagne dei dintorni, riempì l'aria. Sao attirò la moglie sul divano, lasciò che si accoccolasse a lui e la baciò. Nessuno dei due volle rompere la quiete della sera. Guardarono in silenzio il riflesso argenteo della luna che sorgeva sull'acqua e respirarono l'odore terroso che si levava dalla riva vicina del fiume.
C.M.

12 commenti:

  1. Mi immagino lo shock di una normalissima ragazza che si riscopre principessaxD E lo sconvolgimento, a parte gli scherzi, di perdere un marito amato in questa maniera. Il libro sembra interessantissimo e importante da un punto di vista anche umano e storico.

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    1. Infatti sono pagine stuggenti quelle in cui Thusandi lotta per avere notizie del marito, si scontra con i capi militari o tenta di procurarsi i documenti per lasciare la Birmania... un libro eccezionale sotto tutti i punti di vista, ti avvinghia e ti trascina nella vita di questa donna speciale...

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  2. Che biografia stupenda! Grazie per la recensione Cristina, cercherò di non perdermelo e cercare ulteriori informazioni, mi ha colpito particolarmente. Mi ricorda molto la storia di Soraya.

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    1. A differenza di quella di Soraya, questa è la storia di un grande amore felice, merita una lettura, soprattutto per lettori che, come te, apprezzano le biografie!

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  3. Non lo conoscevo, segno e appena ne ho occasione me lo procuro!
    Anche la casa editrice non la conoscevo, mi spulcio un po' il catalogo.
    Thanks :D

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    1. Lieta di averti dato un suggerimento gradito e stimolante! ;)

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  4. Da laureata in lingue orientali sono sempre molto interessata a scoprire qualcosa di più di paesi poco conosciuti e culturalmente distanti da noi. Non conoscevo questo libro ma la tua recensione mi ha incuriosita tantissimo tanto che lo andrò subito a cercare su amazon :)
    Buone vacanze!

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    1. Sono curiosa di conoscere la tua opinione, sarebbe un intervento perfetto per il tuo blog! :)

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  5. Ciao Cristina!
    Come sempre, sei riuscita a renderci partecipi delle emozioni scaturite durante la lettura di questo romanzo memoir.
    Io sono rimasta incuriosita dalla storia e dalla stupenda copertina, inizierò a leggerlo proprio oggi!

    Buone vacanze e a presto!
    Claudia – Il giro del mondo attraverso i libri

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    1. Sono certa che ne rimarrai incantata: attendo il tuo resoconto di questa avventura letteraria! Buona lettura! :)

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  6. L'avevo notato al Salone grazie alla bellissima copertina, e devo dire che ora sono doppiamente curiosa, perché non avevo idea di cosa parlasse! Ora avrei proprio voglia di leggerlo :)

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    1. Merita davvero, fra l'altro, oltre alla splendida copertina, sono fantastiche anche le illustrazioni all'interno del volume, perfette come complemento delle descrizioni dei paesaggi e delle tradizioni birmane dell'autrice! :)

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