giovedì 4 agosto 2016

L'estate con i pittori della luce (e non solo)

Domenica scorsa un improvviso e scrosciante acquazzone ha provocato una deviazione dal Lago di Tenno (dove speravo di spiaggiarmi in totale relax) verso Rovereto, cosicché ho anticipato la visita alla nuova mostra del MART di Rovereto, dedicata al momento di passaggio dalla stagione del Divisionismo all'avanguardia futurista.
 
La famosa cupola del MART
 
La sala dedicata a Gaetano Previati
 
Il percorso espositivo, intitolato I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo e curato da Beatrice Avanzi, Daniela Ferrari e Fernando Mazzocca (in coproduzione con Fundación MAPFRE di Madrid), è stato inaugurato il 25 giugno e terrà compagnia ai visitatori del museo fino al 9 ottobre, offrendo loro opere più e meno note di artisti quali Gaetano Previati, Giovanni Segantini, Baldassare Longoni, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini e molti altri. Il filo conduttore della mostra è proprio la rivoluzione serpeggiante che conduce dalla sperimentazione ottica operata dai Divisionisti sui colori fino all'adozione della scomposizione del colore da parte dei firmatari del Manifesto dei pittori futuristi (1910), affascinati da una tecnica che traduce al meglio il valore della velocità.
 
Baldassarre Longoni, Ghiacciaio (1906)
 
Angolo di una sala del percorso L'invenzione del moderno
 
Entro l'avveniristica struttura del MART si snoda così un racconto visivo che, riunendo capolavori di proprietà del museo e prestiti pubblici e privati, ci conduce dalla Triennale di Brera del 1891, ideale momento di inizio del movimento divisionista grazie alla presentazione delle opere di quelli che ne sarebbero diventati i massimi esponenti italiani, sostenuti da Vittore Grubicy de Dragon, fino alle soluzioni più ardite della dissoluzione delle forme operata da Balla e Boccioni nel tentativo di imprimere movimento, vibrazioni e rapidità all'immagine dipinta, con esiti che intrattengono importanti rapporti anche con il Cubismo. 
 
Fausto Melotti, Contrappunto domestico (1974)
 
Giorgio De Chirico, La commedia e la tragedia (1926)
Protagonista assoluta dei capolavori qui raccolti è la luce, che, potenziata nella sua carica espressiva, sembra moltiplicare il chiarore dei dipinti, inserire fonti luminose al loro interno, renderne cangianti e sfuggenti le forme: che nelle tele siano ritratti vasti paesaggi innevati, spaccati di vita sociale o figure allegoriche, è l'effetto della luce e del colore che nel suo riverbero si scompone a conquistarsi le maggiori attenzioni, come appare evidente osservando La madonna dei gigli di Gaetano Previati (1910), Pascoli di primavera di Giovanni Segantini (1896) o Ghiacciaio di Baldassarre Longoni (1906).
Ma il grandissimo valore del MART è quello di sapersi rinnovare ad ogni stagione, non solo attraverso questi allestimenti temporanei (oltre a I pittori della luce, è presente un percorso dedicato ai video di Robert Morris): rispetto alla visita dello scorso anno, anche le collezioni di permanenti sono mutate, grazie al loro intreccio con nuove opere e in nuovi percorsi, attraverso una ridefinizione dei temi e degli spazi. Ecco che ho potuto ammirare, all'interno della collezione L'invenzione del moderno, altri capolavori di Giorgio De Chirico, fra i quali il mio adorato La commedia e la tragedia (1926) Alberto Savinio, Enrico Prampolini e Fortunato Depero, ma anche vedere finalmente dal vivo le istallazioni di Fusto Melotti, come Contrappunto domestico (1973). 
 
Giovanni Anselmo, Entrare nell'opera (1971)
 
Giuseppe Penone, Spazio di luce (2008)
Anche la sezione espositiva L'irruzione del contemporaneo si è presentata come una novità in cui spiccano l'igloo Chiaro Oscuro di Mario Merz (1983), il gigantesco autoscatto Entrare nell'opera di Giovanni Anselmo (1971) e le sculture vegetali di Giuseppe Penone, fra cui Spazio di luce (2008), posizionata proprio nel salone d'ingresso.
Non posso dunque fare altro che ringraziare la pioggia che mi ha permesso di gustarmi questo percorso e di riassaporare la bellezza e la cura del MART senza rimandare ad un momento più inoltrato della stagione: i pittori della luce e i nuovi percorsi del contemporaneo sono stati una compagnia più che gradita, di cui è bene approfittare.
 
Scorcio di una sala del percorso L'invenzione del moderno
 
C.M.
 
NOTA: Tutte le foto qui raccolte sono di mia realizzazione.

4 commenti:

  1. Che bello Cristina! Anche le foto ti sono venute benissimo. Visto che la mostra dura fino ad ottobre, sicuramente non me la farò scappare... Senza dubbio merita una visita anche il lago di Tenno, ma quello non muta il suo aspetto nel corso del tempo e quindi te lo puoi godere, meravigliosamente intatto, in qualsiasi stagione dell’anno ;-)

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    1. Spero di andarci comunque prima della fine dell'estate! Aspetto le tue impressioni sulla mostra al MART! :)

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  2. Anche io sono stata al Mart recentemente in occasione della mostra "I Pittori della Luce" anche io ho apprezzato molto non solo la mostra, ma l'intero allestimento del museo.
    Ho visto anche gli spazi didattici anche se non in funzione, ma ho apprezzato molto la suddivisione in due spazi in base alle fasce d'età, cosa che nei dipartimenti didattici dei musei a Roma ancora non ho mai visto.
    http://www.viaggiarteturismo.com/2016/07/i-pittori-della-luce-divisionismo-e.html

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    1. Vedere le attività didattiche del museo in azione sarebbe molto bello, è una vera fortuna che stiano prendendo campo queste iniziative (anche alla Galleria di arte moderna di Verona ho notato buonissime proposte), soprattutto per avvicinare i più giovani all'arte e ad un modo laboratoriale di approcciarsi ad essa.
      Grazie di aver postato il tuo link, così sono risalita facilmente al tuo post!

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