mercoledì 10 agosto 2016

Nomi di donna (Pirozzi)

Ci sono momenti in cui le persone vivono una rivelazione, scoprono meglio se stesse, si vedono per ciò che sono realmente. Gianluca Pirozzi chiama questi attimi «epifanie letterarie» e ce ne descrive tredici nel suo libro Nomi di donna, recentemente pubblicato dalla casa editrice L'erudita.
Suddiviso in quattro momenti che ricalcano il progredire del giorno dall'alba alla notte, il volume accoglie le esperienze di tredici personaggi femminili, raccontate dalle stesse protagoniste oppure da altre persone che entrano in contatto con loro. Incontriamo così Monica, che, durante la corsa di un mattino apparentemente comune, mentre è persa nel ricordo del marito morto, si imbatte in un'apparizione decisamente insolita; poi c'è Nadia, che lavora in un hotel di Parigi e, durante i turni di rassettamento delle camere, si concede qualche sortita nei beauty-case delle clienti; c'è Fabiana, che non si è mai sentita a proprio agio con il suo corpo; e non va dimenticata Diana, che ha la particolare abitudine di identificare ogni persona con un animale, trovando in quella familiarità il segreto dell'affetto.
Nomi di donna è stata una lettura inaspettata, che mi ha catturata dopo pochissime pagine, nonostante il mio non sempre facile rapporto con i racconti. Questo perché le storie di Galatea, di Edda e delle loro compagne in questa avventura narrativa non sono veramente brani antologici, ma parte di un disegno complessivo che si esprime anche con numerosi rimandi fra una vita e l'altra, fra un nome incontrato all'alba e uno udito nella sera. Rimaste sole per un incidente del destino o per scelta, in cerca di affetto, battute dalle avversità quotidiane, sottoposte a durissime prove come la traversata in mare che regala a Bianca la speranza di una nuova vita in Italia, le donne cui Gianluca Pirozzi dà voce ci propongono un colloquio silenzioso, fatto di poche ma incisive parole, descrivendoci la loro epifania, l'istante in cui sono entrate in contatto con la loro identità profonda.
Se la storia che mi ha più incantata è quella di Clara-Claretta, che fin dalla tenera età dorme con i suoi oggetti più cari nel letto, quella con cui l'autore ha un legame speciale è l'avventura di Louise, scritta mentre stava per nascere sua figlia Gaia, un racconto in cui la protagonista divide la scena proprio con una bambina. Ma Gianluca Pirozzi ha tratto ispirazione da tante esperienze, in particolare dai viaggi e dai soggiorni nei luoghi in cui sono ambientati i racconti, Parigi, Roma, Mumbai...
Clara Garesio, Galatea
Probabilmente le donne di Pirozzi, se fossero messe di fronte al celeberrimo interrogativo shakespeariano «Cosa c'è in un nome?» non sarebbero d'accordo con Giulietta: direbbero che una rosa, con un nome diverso, avrebbe un diverso profumo, tanto è radicale l'idea di Giovanna secondo cui il nome stesso è parte dell'identità, la definisce, ne diventa parte inscindibile e, per questo, diventa l'ideale propulsore dell'epifania.
Nomi di donna è dunque un libro complesso eppure estremamente godibile, ben scritto e ben strutturato, che orbita attorno a personaggi ricchi di sfumature eppure diretto, mai cervellotico né banale. A conferire un valore aggiunto a questa raccolta concorrono le belle tavole di Clara Garesio, ideali introduzioni per ciascun nome, una sorta di racconto visivo che moltiplica le suggestioni.
«Voglio dire che probabilmente ciascuno di noi due, per il fatto di avere il nome che ha, è qualcosa in più e, al tempo stesso, in meno di quel che sarebbe stato se come dici tu io fossi stata Monica e tu Gianni o altri. I nomi, Sandro, non sono un dettaglio da poco o una casualità! È vero, non ce li scegliamo, al massimo tentiamo di adattarli storpiandoli con diminutivi o surrogati, ma sta a ciascuno di noi dargli il senso che ogni nome reca in sé e a riempirli dei nostri significati e del nostro modo di essere con la nostra vita.»
C.M.

6 commenti:

  1. mi hai convinta, lo voglio, subito, ora, immediatamente!

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    1. Accidenti, non pensavo di produrre tutta questa smania di averlo (ma ne sono contenta, perché merita)!

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  2. è l'effetto collaterale (mica tanto a dire il vero!) delle buone recensioni XD

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    1. Magari il bisogno improvviso di acquistare libri fosse l'effetto collaterale di tante altre cose! :)

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  3. no per carità XD stiamo già abbastanza inguaiati così X°D

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    1. Ma ci piace tanto essere inguaiati in questo contesto! ^_^

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