Condividi i contenuti di Athenae Noctua

venerdì 23 settembre 2016

L'arte di collezionare mosche (Sjöberg)

Quando ho saputo che Fredrik Sjöberg sarebbe stato ospite al Festivaletteratura di Mantova, ho spinto sull'acceleratore per procurarmi i due libri portati in Italia da Iperborea: avevo adocchiato da tempo L'arte di collezionare le mosche, ma aspettavo l'uscita del secondo volume per ottimizzare la sortita in libreria. Il proposito era quello di iniziare L'arte di collezionare le mosche prima dell'incontro con l'autore e di rimandare al poi la lettura de Il re dell'uvetta, ma non ho fatto in tempo, così per me ascoltare Sjöberg nella suggestiva cornice di Bosco Fontana è stato come saltare su un ultimo trampolino per l'immersione nel suo mondo.

Fin dall'inizio mi è apparso chiaro il motivo per cui, come ha sottolineato Sjöberg, L'arte di collezionare mosche è controverso per il suo genere. Ha infatti l'impianto di una narrazione, ma è fondamentalmente uno scorcio autobiografico che fa luce sulla scelta dell'autore di dedicarsi all'osservazione e al collezionismo di insetti. Eppure ha un che di saggistica, per le numerose digressioni specialistiche, che, comunque, non appesantiscono la prosa, anzi, rendono la lettura ancor più interessante, per non parlare dei cammei biografici dei biologi, fra cui spicca René Malaise, inventore dell'omonima trappola per insetti. E ho compreso anche perché in alcuni Paesi questo libro sia catalogato come poesia, perché la penna di Fredrik Sjöberg è davvero leggera, sospesa fra una sottile ironia - la stessa che ha sfoderato al Festivaletteratura - e il bisogno di scavare nell'interiorità, cosa che all'autore riesce benissimo.
Insomma, questo libriccino è un microcosmo culturale, un concentrato di piacevolezza e interesse in cui dialogano scienziati, letterati e artisti, cosicché Darwin e Rembrandt possono stare nello stesso volume con Lawrence e proprio un racconto di quest'ultimo, L'uomo che amava le isole (di recente incluso nella raccolta Sul mare), diventa il manifesto della scelta di Sjöberg di studiare gli insetti su un'isola, perché «niente favorisce la concentrazione come la consapevolezza di una limitazione del tempo, e a volte anche dello spazio».

Fredrik Sjöberg (foto di Athenae Noctua)
Nonostante il titolo, nonostante lo scrittore sia anche entomologo, nonostante l'assoluta prevalenza di avventure legate al collezionismo dei sirfidi, nonostante la passione di Sjöberg per i viaggi e le collezioni di René Malaise, L'arte di collezionare mosche non è né un prontuario per l'aspirante biologo né un saggio tecnico. Piuttosto è la proposta di una riflessione su una dimensione sempre più estranea al nostro tempo, un invito a riappropriarci del desiderio della ricerca, di ciò che ci rende felici,  della lentezza, del tempo per osservare - i sirfidi sì, ma anche qualsiasi altra cosa - e della capacità di dare un nome a ciò che ci circonda, praticando l'esercizio della precisione non per vanità o boria, ma per impadronirci della realtà che le parole definiscono, dei rapporti fra le cose che ad esse affidiamo, per trovare, insomma, il nostro posto nel mondo e far valere il nostro diritto ad interagire con esso.
Con le mosche tutto si è rimesso a posto. Esercitare il controllo su qualcosa, sia pure qualcosa di insignificante e apparentemente sconclusionato, dà un senso di serena euforia, per quanto effimero e sfuggente.
C.M.

4 commenti:

  1. Sarà che ho un pessimo rapporto con tutti gli insetti del patrimonio entomologico terrestre, ma avrei tanto sperato in un "titolo - metafora". Invece si tratta di mosche vere e del gusto di collezionarle. Ho l'impressione che non faccia per me. :-(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io inizialmente pensavo non facesse per me, infatti per mesi non l'ho proprio considerato... poi mi sono soffermata su qualche recensione e ho deciso di dargli una possibilità. Di insetti si parla eccome, ma l'arte di cui parla il titolo è in realtà l'arte di saper osservare gli aspetti più minuti e apparentemente scontati del mondo... poi, comunque, bisogna essere disposti a fare una lettura fuori dal comune e che per certi aspetti scende anche nello specialistico... :)

      Elimina
  2. Ho letto "L'arte di collezionare mosche" qualche mese fa e mi trovo molto in sintonia con le tue parole! Tra l'altro, ho visto l'autore all'inaugurazione del festival I Boreali e l'ho trovato un narratore incredibilmente piacevole e interessante anche dal vivo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo anche a proposito di questa impressione sull'autore!

      Elimina

La tua opinione è importante: condividila!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...