giovedì 8 dicembre 2016

Dieci piccoli indiani (Christie)

Ci sono libri che si conoscono prima ancora di leggerli e che, al momento del vero approccio, ci suggeriscono sequenze note, quasi facessero parte della nostra coscienza letteraria innata. Dieci piccoli indiani di Agatha Christie (1939), per me, era questo fino a pochi giorni fa. La storia è ben nota, al punto che è considerata il giallo della camera chiusa per eccellenza, anche se, fortunatamente, il finale è ancora abbastanza protetto da non guastare la trama al lettore tardivo.
C’era qualcosa di magico in un’isola: bastava quella parola a eccitare la fantasia. Si perdeva contatto col resto del mondo, perché un’isola era un piccolo mondo a sé. Un mondo, forse, dal quale non si poteva tornare indietro.
Dieci persone che non si conoscono, dieci persone con storie diversissime, sono invitate con loro grande sorpresa a Nigger Island, al largo della costa del Devon, in una lussuosa villa che ha alimentato per un'intera estate i pettegolezzi circa i suoi proprietari. Il misterioso signor Owen ha infatti voluto riunire nella propria casa il dottor Armstrong, la governante Vera Claythorne, l'avventuriero Philip Lombard, il generale Macarthur, il giudice Wargrave, il gaudente James Marston, la vecchia bigotta Carloine Brent e l'ex poliziotto William Blore; assieme a loro ci sono però soltanto i due domestici, i coniugi Rogers. Il signor Owen, infatti, non è presente a Nigger Island per accogliere gli ospiti. Durante la prima cena insieme, una voce irrompe da un punto vicino al salone: essa accusa ciascuno dei presenti, compresi Thomas ed Ethel Rogers, di aver commesso uno o più delitti in circostanze molto diverse. Si scopre che la voce è incisa su un disco posto su un grammofono e immediatamente gli ospiti di Nigger Island iniziano a difendersi dalle accuse e a nutrire un morboso interesse per le colpe dei loro compagni di soggiorno. Ma il grande dubbio rimane insoluto: chi è il misterioso signor Owen che ha voluto riunire dieci persone al solo scopo di accusarle di presunti assassinii e, soprattutto, come fa a conoscere le loro storie? Ben presto i dieci protagonisti si accorgono di non essere vittime di un semplice curioso, ma di un freddo omicida deciso a farli sparire uno dopo l'altro. Dopo la morte del primo di loro, i superstiti iniziano a notare la sparizione di una delle dieci statuette di negretti poste su un vassoio nel salone; alla seconda morte svanisce nel nulla una seconda statuetta e cominciano a emergere singolari somiglianze fra la sorte degli ospiti e i negretti di cui parla una filastrocca incorniciata in ogni stanza...
Questo romanzo è forse il più celebre di Agatha Christie, anche per la forte influenza avuta non solo sulla narrativa giallistica, ma anche sul cinema. In effetti, si tratta di una storia dal fortissimo ritmo (non inganni il dilungarsi dell'autrice nell'introdurre i personaggi), che, una volta avviata, tiene avvinto il lettore fino alla rivelazione finale, che può apparire poco originale solo perché ha ispirato diverse situazioni libresche e televisive. Non appena diventa evidente il legame fra gli omicidi e la canzoncina che serpeggia come un inquietante sottofondo nelle giornate degli ospiti di Nigger Island, il lettore è naturalmente portato ad indagare, oltre che sull'identità dell'assassino, che necessariamente deve nascondersi fra le dieci potenziali vittime, sulla sequenza delle loro morti e sulle modalità delle stesse, con una magnetica moltiplicazione dei campi di inchiesta.

Agatha Christie (1890-1976)

Dieci piccoli indiani, il cui titolo è stato modificato sia rispetto all'originale Ten Little Niggers sia rispetto alla traduzione americana And Then There Were None (frase corrispondente all'ultimo verso della filastrocca), è un romanzo che non può mancare non solo nella libreria di un amante dei gialli, ma, in generale, sugli scaffali degli amanti dei classici. Io mi ascrivo alla seconda di queste categorie, ma credo che continuerò la mia avventura con Agatha Christie, data questa prima, più che positiva impressione.
«Abbiamo indagato sulle circostanze di queste tre morti, facendo del nostro meglio» disse il giudice «Mentre in alcuni casi gli indizi sono contro certe persone, non possiamo tuttavia stabilire definitivamente che una data persona sia al di sopra d’ogni sospetto. Ribadisco la mia convinzione che una delle sette persone riunite in questa stanza è un criminale pericoloso, probabilmente un pazzo. Ma non abbiamo alcuna prova circa la sua identità.»
C.M.

24 commenti:

  1. Che bello, mi hai rinfrescato la memoria su questo libro letto ormai parecchi anni fa. Ricordo di essermi chiusa in una stanza dove nessuno sarebbe venuto a disturbarmi per leggere tutto d'un fiato la seconda metà perché non avrei sopportato di sospendere la lettura prima di aver saputo!
    Agatha Christie aveva senz'altro del genio. Non ho ancora letto altro di suo ma il buon proposito di farlo non è mai stato dimenticato.
    A presto!

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    1. Anch'io dopo un certo punto non mi sono più fermata! Grazie di esserti fermata a condividere l'entusiasmo della tua lettura!

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  2. Che meraviglia! Lo avevo letto da ragazzo, andavo ancora alla superiori. Ricordo che era un'estate in cui mi ero sbafato qualcosa come una ventina di romanzi della Christie ma questo di cui parli mi aveva letteralmente inchiodato alla poltrona. Credo sia l'unico romanzo, va do a memoria, che sono riuscito a iniziare e a portare a termine nell'arco della stessa giornata. Praticamente non ho fatto altro quel giorno.
    La trama, come tu stesso dici, è piuttosto nota ma il finale è rimasto tuttora miracolosamente al riparo da spoiler.
    E' il classico tema della "camera chiusa", del quale la Christie è stata indiscussa maestra, assieme a pionieri del calibro di Gaston Leroux. Oggi è raro che mi possa venir voglia di prendere in mano un giallo, ma in presenza di una camera chiusa, beh, ancora mi lascio tentare...

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    1. Mi ritrovo pienamente nelle tue parole, anche se, come dicevo, è il primo romanzo di questa autrice che leggo. Io non sono una grande appassionata di gialli, quindi la Christie deve aver saputo toccare i tasti giusti nel mio animo di lettrice e quella camera chiusa (che alcuni definiscono "doppia" perché oltre alla casa-trappola c'è il confine leggermente più ampio dell'intera isola) è stata una scelta narratologica determinante.

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    2. Altro poderoso esempio di camera chiusa della Christie è "Assassinio sull'Orient Express" (che, ho letto, sarà la tua prossima lettura). Anche in questo caso sarà molto divertente risalire al nome dell'assassino partendo da un numero limitato di indiziati che operano all'interno di un luogo chiuso ermeticamente. La presenza di un investigatore come Poirot, personaggio decisamente molto più attraente del suo odioso collega residente in Baker Street, ti terrà incollata al libro tanto e quanto "Dieci piccoli indiani". Lo stesso tema lo ritroverai praticamente immutato in "Assassinio sul Nilo", dove semplicemente un battello si sostituisce al treno...
      Una delle cose più affascinanti di questi delitti della camera chiusa sono la presenza delle accurate mappe che vengono messe a disposizione del lettore, mappe sulle quali si finiscono per passare intere ore nel tentativo (vano) di elaborare ipotesi coerenti....

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    3. Grazie delle informazioni! Questi libri mi fanno pensare al gioco di società Cluedo e ai suoi rompicapo... anzi, credo proprio che sia stato creato ispirandosi a Dieci piccoli indiani!

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    4. Cluedo deve sicuramente molto alla Christie, non c'è alcun dubbio....

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    5. Però la lettura è molto più rilassante del gioco! :)

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    6. Condivido. Il gioco è estenuante e ho smesso di divertirti da tempo. Ma credo nel mio caso dipenda dal fatto che mia nipote mi ha sempre battuto (e quando giocavano lei non aveva nemmeno 13 anni).

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    7. Nel mio caso è estenuante perché ci ho sempre giocato ad ore tarde: mi ha richiesto certi sforzi di ragionamento che credo possa avermi compromesso le sinapsi.

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  3. Ciao :-) Sono una nuova iscritta e non ho resistito a leggere questa recensione. Ho letto anche io DIECI PICCOLI INDIANI da pochissimo e anche io ho avuto la tua stessa sensazione, leggere qualcosa che già si conosce senza averla mai avuta tra le mani :-) La cosa che ho pensato per tutto il tempo è stata : QUANTO SONO INQUIETANTI LE SPARIZIONI DEI PICCOLI INDIANI DAL TAVOLO???!!! Quasi quasi più delle uccisioni vere e proprie..eh eh eh.. Se ti va di passare dal mio blog sarò contentissima, ti lascio il link e complimenti per la recensione abbiamo avuto la stessa impressione :-) http://miklatrailibri.blogspot.it/

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    1. Ciao e benvenuta, Mikla! Sono contenta di questa convergenza di impressioni su questo famoso libro. In effetti le sparizioni delle statuette (anche nelle circostanze in cui sembrano impossibili) sono parecchio inquietanti: sono curiosa di vedere come il cinema abbia tradotto questa tensione! :)

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  4. Ciao, buona festa dell'Immacolata:)
    A me la Christie piace molto, anche se la leggo un po' "a ondate": per anni non tocco nulla, poi per un mese non leggo altro. Dieci piccoli indiani è molto bello, però io ho un debole per Poirot, che eclissa un po' tutti:)

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    1. Ho preferito non partire con Poirot per stare su un libro autonomo e slegato da qualsiasi altro, ma adesso posso dare fiducia alla Christie anche su questa serie. Non c'è un ordine preciso nei romanzi dell'ispettore, vero?

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    2. Mi scuso dell'intromissione, ma un piccolissimo ordine c'è: il romanzo "Poirot a Styles Court" è la primissima avventura del piccolo investigatire belga, nella quale si legge del suo incontro con la sua fedele spalla Hastings. Non va letto necessariamente per primo ma sicuramente deve precedere "Sipario", ovvero l'ultima avventura di Poirot, ambientata nella stessa dimora di Styles molti anni dopo.
      Impossibile apprezzare "Sipario" senza le giuste basi.

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  5. Se riesci ti consiglio di recuperare la miniserie BBC del 2015 (3 episodi): veramente carina, bella la fotografia, cast per me azzeccato, grande ritmo! *__*
    Ricordo con "affetto" i film più noti ispirati ai romanzi: una parte della mia infanzia!!! E non perdo occasione per rivederli :D

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  6. Agatha Christie è un'autrice che mi manda in crisi da sempre: da una parte trovo una grande mancanza non riservare uno spazio sulla mia libreria a questa grande autrice, dall'altra non essendo una grande amante dei gialli temo che non riuscirei ad apprezzarla a sufficienza. E così continuo ad arrovellarmi...

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    1. Anch'io non sono un'appassionata di gialli, quindi fidati se ti dico che la Christie può far breccia anche nello spirito dei profani del genere! :)

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  7. Brava, sono contenta che ti sia piaciuto! Considero questo libro non solo come tra i migliori gialli ma anche tra i capolavori della letteratura. Mia sorella (che penso sia una dei pochi italiani ad avere la più sterminata collezione della Christie), mi diceva che la scrittrice non volesse inizialmente mettere il finale risolutivo ma lasciare tutto sospeso...Avremmo avuto da arrovellarci il cervollo allora!

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    1. Sarei impazzita in quel caso! Già avevo scambiato le ultime pagine per un contributo critico: se non ci fosse stato l'epilogo, credo che avrei scagliato il libro dalla finestra!

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  8. Un classico fra i classici che ho amato molto anch'io quando lo lessi da adolescente. Dovrei rispolverarlo perché effettivamente meriterebbe una riscoperta. Nelle "letture del mese" cui si sottopongono i miei alunni di terza, questo romanzo è stato scelto abbastanza spesso.
    Grandissima Christie.

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    1. Non mi stupisce: penso che abbia uno stile piano e regolare adatto ai ragazzi, che possono seguire il complesso intreccio senza perdersi o avvertire alcuna pesantezza.

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