venerdì 13 gennaio 2017

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Rowling)

A partire dal terzo capitolo della saga, ognuno dei libri di Harry Potter è indissolubilmente legato al momento in cui l'ho ricevuto e alla relativa attesa, dato che è stato con Il prigioniero di Azkaban che ho iniziato a dover aspettare le successive uscite. Nel Veronese è particolarmente viva la tradizione di Santa Lucia, al punto che, in un certo modo, per i bambini di queste lande, la notte fra il 12 e il 13 dicembre è ancor più emozionante di quella di Natale. Per me il 13 dicembre è stato a lungo una data carica di aspettative, anche quando il mito della santa che porta i doni è svanito e, per continuare a reggere il palco a favore dei parenti più piccoli, ho continuato a beneficiarne. Così il 13 dicembre del 2000 ho ricevuto questo volume tanto atteso: la buona Lucia aveva capito che cosa desiderassi anche se avevo scritto 'Azkaban' nel modo sbagliato.
Dopo la curiosità accesa da La pietra filosofale e l'entusiasmo scaturito dalla lettura de La camera dei segreti, questo terzo volume non aveva retto il confronto ed è stato poi devastato dal film, incompleto, frammentario, confuso. Ma torniamo al libro, ché questo ci interessa. La rilettura mi ha fatto apprezzare maggiormente alcuni particolari della storia, ma, a conti fatti, continuo a preferire il secondo capitolo e il quarto, anche se, forse, proprio la collocazione di questa storia fra le mie due preferite incide sul giudizio complessivo.
Siamo alle porte di un nuovo anno scolastico ed Harry è questa volta costretto a lasciare la casa degli odiosi zii Dursley in seguito ad un incantesimo che gli è sfuggito di mano contro la petulante Marge, sorella dello zio Vernon. Nella sua fuga, Harry riceve un passaggio su un autobus magico, il Nottetempo, che attraversa Londra senza che alcun babbano si accorga delle sue manovre spericolate. Ma è proprio mentre sta giungendo lo strano mezzo che Harry scorge fra le tenebre due occhi fiammeggianti che lo riempiono di un'inquietudine che sul Nottetempo non fa che aumentare: a bordo, infatti, si vocifera della fuga dello spietato assassino Sirius Black, antico seguace di Voldemort, dalla prigione di massima sicurezza di Azkaban. Proprio per cercare di catturare il latitante arrivano ad Hogwarts gli spettrali Dissennatori, carcerieri in grado di spezzare l'anima di chiunque diventi vittima del loro bacio e incredibilmente attratti da Harry, che ne subisce l'influsso terrificante al punto di dover chiedere al professor Lupin, nuovo insegnante di Difesa contro le arti oscure, di aiutarlo a respingerli. L'adrenalina cresce sempre più quando Harry scopre che non solo Sirius Black è considerato colui che ha consegnato i suoi genitori all'Oscuro Signore, ma che si aggira per la scuola, avido di vendetta.
Anche in questo terzo episodio, naturalmente, alla vicenda principale si accostano tanti personaggi ed episodi minori, fra cui spiccano le gite degli studenti nel borgo di Hogsmeade, pieno di negozi di dolciumi magici e locande in cui gustare la prelibata burrobirra, la scoperta della Mappa del Malandrino, una pergamena che permette a chi ne sappia svelare l'incanto di vedere chiunque si aggiri per Hogwarts e le peripezie di Hermione per seguire tutti i corsi che ha scelto per il terzo anno, non essendo in grado di escludere l'interesse per nessuno di essi. Ma ci sono anche il grandioso campionato di Quidditch, l'entrata in scena dei mitici Animagi e del gatto di Hermione, Grattastinchi, che ha dichiarato guerra aperta a Crosta, il topo di Ron, nonché lo sventurato Fierobecco, l'ippogrifo che rischia la condanna a morte per aver morso lo spaccone Malfoy durante una lezione di Cura delle creature magiche tenuta da Hagrid.


Harry Potter e il prigioniero di Azkaban ci porta nel vivo delle avventure del maghetto e dei suoi amici: se La pietra filosofale serviva più ad introdurci nel mondo magico di Hogwarts e La camera dei segreti a farci conoscere meglio il nemico di Harry, con questo terzo capitolo apprendiamo i particolari della vita e della morte dei suoi genitori e iniziamo a comprendere quanto sia pericolosa quella parte del mondo dei maghi che ha abbracciato la malvagia causa di Voldemort. Fra queste pagine, insomma, si comincia a distinguere il bene dal male e si amplia il quadro dei personaggi che saranno determinanti fino all'ultimo episodio di questa straordinaria saga.
Uscirono da Zonko con i portamonete decisamente alleggeriti, ma in compenso avevano le tasche gonfie di Caccabombe, Dolci Singhiozzini, Sapone di Uova di Rana, più una Tazza da tè Mordinaso per ciascuno.
Era una bella giornata ventosa e nessuno dei due aveva voglia di stare al chiuso, così oltrepassarono i Tre Manici di Scopa e salirono la collina per andare a visitare la Stamberga Strillante, il luogo più infestato di tutta la Gran Bretagna. Era situata un po’più in alto del resto del villaggio, e anche alla luce del giorno era vagamente inquietante, con le finestre chiuse da tavolati e il cupo giardino inselvatichito.
C.M.

10 commenti:

  1. Curiosando su internet, ho scoperto ora il tuo blog, mi piace molto, ho intravisto diversi post interessanti (che mi riservo di leggere poi con più calma :-) ), ma non potevo non fermarmi su questo... Harry Potter! Sono approdata ai libri solo dopo aver visto e rivisto i film, cosa che probabilmente mi "imbriglia" un po', perchè è ovvio che i personaggi hanno inevitabilmente nella mia mente già tutti quanti un volto; nonostante questo, mi sto gustando a pieno la bellezza dei libri.
    Li leggo insieme a mio figlio, la sera, mettendolo a letto; siamo adesso arrivati a Harry Potter e il Calice di Fuoco ed è tutto straordinariamente pieno di dettagli, di fantasia, di emozioni e di sentimenti.. Adoro la Rowling. Credo sia una dei pochi scrittori contemporanei per ragazzi che sia stata in grado di creare un mondo così traboccante di idee e di far spiccare il volo alla fantasia ^-^

    Se ti va di passare a trovarmi, io sono qui: www.metedinchiostro.blogspot.com

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    1. Benvenuta, Letizia! Bellissima scelta quella di avventurarti nel mondo di Harry Potter assieme a tuo figlio: non solo gli stai regalando delle storie emozionanti (oltre che ben scritte), ma anche dei momenti che un domani saranno preziosi ricordi per entrambi! :)
      Passerò sicuramente a trovarti anch'io, intanto buon proseguimento con la lettura! :)

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  2. Rowling spassinatamente Rowling, scrittrice che ha conquistato con la sua fantasia non solo i ragazzi ma anche gli adulti.

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  3. Pensa che invece questo è proprio uno dei miei libri preferiti, in parte anche perché fu il primo che lessi prima dell'uscita del film, mentre il secondo è quello che ho sempre apprezzato meno. Ad ogni modo, lo sto rileggendo proprio in questi giorni e sono emozionata come la prima volta perché si entra finalmente nel vivo della storia :)

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    1. Nel mio caso, invece, la rilettura ha portato meno emozione (diciassette anni fa c'era l'adrenalina di chi non sapeva che cosa serebbe accaduto, che non si può ripristinare), ma più consapevolezza dei particolari, anche per la possibilità di metterli in relazione con quanto accade dopo. :)

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  4. Concordo con Anna Maria Fabbri, la Rowling ha saputo conquistare anche gli adulti, per questo ha avuto tanto successo. Il terzo episodio è il primo che ho letto e poi a ritroso fino ad arrivare alla fine della saga 😊
    Il quarto ed il quinto sono spettacolari. Con il prigioniero di Azkaban si viene catapultati nel vivo della saga!
    Marina

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    1. I miei migliori ricordi sono legati proprio al quarto, che non vedo l'ora di rimettere alla prova! :)

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  5. Io ho un bel ricordo del terzo capitolo della saga, e anzi potrei dire che i primi tre capitoli sono quelli che preferisco in assoluto.
    La trasposizione cinematografica mi piacque per le scelte registiche di Alfonso Cuaron e le sue atmosfere "dark". Ecco, forse ne guardai anzitutto l'aspetto "tecnico".

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    1. Sicuramente a livello narratologico, il terzo film anticipa le successive atmosfere, rendendo anche la durezza del tema e sottraendolo al fiabesco prevalente nei primi due capitoli. Però, dal punto di vista narrativo, la ricostruzione è incompleta e devo dire che, se avessi visto il film senza aver letto il libro, mi sarebbero rimasti parecchi dubbi.

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