venerdì 14 marzo 2014

Anna Karenina (Tolstoj)

Ci sono classici agili e sgranocchabili in poche ore, che hanno la freschezza e il brio di un messaggio rapido e incisivo, e poi ci sono i lunghi romanzi ottocenteschi, che, per quanto estesi e dettagliati, riescono sempre ad appassionare i cultori della letteratura del XIX secolo, dove i sentimenti e la storia si intrecciano in memorabili epopee. Uno spazio particolare è senza dubbio riservato alla letteratura russa e ai grandi affreschi sociali dipinti da Tolstoj fra le campagne sterminate e le città più sviluppate del suo tempo.

Assieme a Guerra e Pace, il capolavoro più noto di Lev Tolstoj è Anna Karenina, storia di passione e prigionia, in cui la bella protagonista, intrappolata in un matrimonio infelice fatto di ripetitività e convenzioni da rispettare agli occhi della società, viene travolta da un amore totalizzante per il giovane ufficiale Aleksjéj Vronskij, che si invaghisce a sua volta di lei. Dal tentativo di segretezza ai richiami autoritari del marito (che, significativamente, ha lo stesso nome dell'amante), dalla lacerazione interiore dovuta alla separazione dal figlio, unico frutto amato del suo matrimonio, fino alla distruzione del sogno d'amore tanto dolorosamente coltivato, l'autore descrive con realismo e sensibilità un dramma intimo e sociale allo stesso tempo.
In Anna Karenina, Lev Tolstoj si dimostra un abile indagatore dei moti interiori della protagonista e delle dinamiche di orgoglio e vergogna che muovono il mondo in cui i suoi personaggi vivono: la sua abilità narrativa compone con solennità e profondità il dramma di Anna, moglie infelice, amante passionale e, infine, donna soverchiata dal peso della sua stessa felicità, fatalmente connessa al dolore in un ossimoro che non lascia via di scampo.

Il'ja Efilomovic Repin, Ritratto di Tolstoj (1887)
Scorrendo le pagine del romanzo, entriamo in uffici governativi, teatri e palazzi, gli spazi delle soffocanti convenzioni sociali che spingono Anna alla frustrazione e all'autodistruzione; ma godiamo anche dell'intimità delle stanze in cui si consumano i suoi amori con Vronskij e usciamo nei giardini che, con la loro luce, offrono uno spiraglio alla fragile gioia della donna.
Tuttavia, mentre Anna percorre la china discendente della propria storia di donna e amante, Kitty (la giovane sorella della cognata di Anna che si è vista sottrarre Vronskij dalla bella protagonista) e Konstantin risalgono lungo la strada della felicità, diventando i cardini di un sistema autentico di sentimenti e devozione. Le due vicende, pur intrecciandosi, sono destinate a proseguire lungo due binari di scorrimento opposti: all'iniziale cammino di Anna verso la gioia dell'amore fa da contraltare il tormentato rapporto fra Kitty e Levin, eppure il progredire della narrazione offre a questi ultimi quella realizzazione dell'amore e dei desideri che ad Anna è fatalmente preclusa.

«Ogni volta, in qualunque momento le avessero domandato a cosa pensava, poteva rispondere senza errore: a una cosa sola, alla sua felicità e alla sua infelicità»

C.M.

NOTE: La rubrica La decima Musa ospita la recensione del film di Joe Wright tratto dal romanzo.

4 commenti:

  1. La sto leggendo in questo mesi, intervallando con altre letture più brevi e meno impegnative. Sono arrivata alla quinta parte, al matrimonio tra Levin e Kity, che finalmente gli ha detto di sì! Evviva, mi piacciono troppo quei due!

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    1. Ho trovato un tantino pesanti le divagazioni socio-economiche riguardanti il lavoro e le idee di Levin, ma lui e Kitty fanno davvero tenerezza e danno uno sprazzo d'allegria di una storia malinconica!

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  2. Non ho mai letto questo volume, sinceramente non mi sento molto pronta.

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    1. Si tratta certamente di una bella sfida, la preparazione psicologica è in effetti importante! :)

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